La mia storia
Sono nato a Vercelli nel 1955, ma da molti anni vivo a Torino, città che ho adottato e dalla quale continuo a osservare il mondo con la curiosità del cronista e il passo del pellegrino.
Giornalista professionista, ho trascorso oltre quarant'anni nelle redazioni de La Stampa, dove ho ricoperto numerosi incarichi, fino a diventare caporedattore centrale. Ho attraversato diverse stagioni del giornalismo: il piombo delle linotype, il profumo dell'inchiostro, l'avvento del digitale e le infinite metamorfosi dell'informazione contemporanea. Ho coordinato innovazioni tecnologiche, diretto la redazione internet e imparato che cambiano gli strumenti, ma non la sostanza: le storie restano sempre al centro.
Ma il giornalismo non è soltanto un mestiere da praticare: è anche un mestiere da custodire. Da anni insegno Etica e deontologia al Master di Giornalismo dell'Università di Torino, confrontandomi con generazioni di giovani colleghi ai quali ho cercato di trasmettere non soltanto tecniche e competenze, ma soprattutto il senso della responsabilità che accompagna il diritto di informare.
Per otto anni ho fatto parte del Consiglio di Disciplina dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, un incarico che mi ha posto dall'altra parte della scrivania: non più a raccontare i fatti, ma a valutare com'erano stati raccontati. Un'esperienza che mi ha confermato una convinzione maturata in decenni di professione: gli errori di scrittura si possono correggere facilmente, quelli di coscienza molto meno.
Tra lezioni universitarie, dibattiti professionali e attività disciplinare, ho dedicato una parte importante della mia vita a riflettere sui confini della professione giornalistica, cercando di ricordare a me stesso e agli altri che la credibilità di un giornalista non dipende soltanto da ciò che sa, ma soprattutto da ciò che sceglie di fare con ciò che sa.
Poi ci sono i cammini.
Per ragioni che non ho ancora del tutto chiarito nemmeno a me stesso, ho percorso tutte le principali vie che conducono a Santiago de Compostela, accumulando oltre 2.500 chilometri a piedi nella sola Galizia. Ho attraversato il Giappone lungo il cammino degli 88 templi, camminato in Irlanda sulla Wicklow Way, seguito le tracce di Gesù in Terra Santa, percorso la Via di San Francesco, lunghi tratti della Via Francigena e altri itinerari in Italia e all'estero. Alcune persone collezionano francobolli: io colleziono orizzonti.
Da questi viaggi sono nati libri, incontri, conferenze e molte delle storie che continuo a raccontare. Perché scrivere, in fondo, non è molto diverso dal camminare: si parte senza sapere esattamente dove si arriverà, confidando che ogni curva riveli qualcosa di inatteso.
Sono sposato con Paola Motta, wedding planner torinese di riconosciuta esperienza, e padre di Filippo, ingegnere aerospaziale. Circostanza che mi permette di avere in famiglia qualcuno che organizza perfettamente gli eventi, qualcuno che progetta il futuro del pianeta e qualcuno (io) che continua ostinatamente a raccontarlo.
A Budapest con mia moglie Paola (guardate il suo sito!)
A Santiago de Compostela con mio figlio Filippo
Viaggiare ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore
Ibn Baṭṭūṭa
Esploratore berbero (1304 -1369)
"Miracoli a comando" Jolly Roger Editore • "Il Cammino di Santiago in 100 storie" Gribaudo Editore • "L'AltraVia, da Torino a Savona" Morellini Editore •